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Chi è più asociale, l’asociale o quello che lo evita?

luglio 26, 2011

Ma buongiorno a tutti, belli e brutti. Sì sì, soprattutto brutti.
Com’è cambiato WordPress, da mesi sono assente da qui e… beh non è cambiato poi molto in effetti!
Vabbò, dopo richieste da ogni parte, minacce di morte, proiettili in busta chiusa e insulti alla madri, a grande richiesta ritorno qui, più forte che mai. Oggi parleremo di…
ME! OVVIO!
Del bellissimo, insuperabile, spiritosissimo, ricco, ben dotato, fregnaccione me!

Sapete, negli ultimi mesi ci son stati diversi eventi interessanti, da cui ho capito una cosa piuttosto intrigante su di me.
Mi è sempre piaciuto considerarmi e pubblicizzarmi come asociale. Sapete no, il classico del “no ma io sto meglio da solo”, “gli altri chi li vuole” e così via. E mi sembrava sempre un atteggiamento tutto sommato spontaneo, cioè che effettivamente rispecchiava il mio essere, niente di forzato. Eppure, mi son reso conto che mi sa tanto che l’asociale non sono io… bensì gli altri!
Sconcertante, nevvero?

In realtà il ragionamento è semplice. Ho notato che non mi son mai tirato indietro dal frequentare una persona, al limite avrò difficoltà a fidarmi ma quello è n’altro paio di maniche. Gli altri sì, lo fanno eccome!
Conosco parecchi che effettivamente non frequentano nessuno, se non nella loro modalità disinteressata e assoluatmente random. La socialità, per come l’ho sempre pensata, dovrebbe effettivamente corrispondere con il voler stare insieme all’altro. Trarne piacere.
E come fai a stare insieme a un altro se non ci parli, se non condividi, se non ti interessa neanche?
Certo non definisco socialità l’uscire insieme e andare in discoteca, per poi stare ognuno per i cavoletti suoi. Allora ci puoi andare pure con un cane, tanto che differenza fa? (Forse che il cane non avrebbe piacere a stare da solo?)

Per tacere di quelli che si fanno ottomilacinquecento problemi e remore ogni volta che devono fare qualcosa, tanto che sembra che la loro vita sia un’agenda fitta e impegnata, poi scopri che il massimo che hanno fatto in due giornate è stato andare dal dentista e pagare una bolletta.
Poi oh, chiaro che sottostante a questo discorso c’è il buon vecchio adagio “le persone fanno schifo”, quindi per carità. Questo mio post alla fine non è certo una crociata a favore del ‘volemose bene’, lungi da me, piuttosto è un “minchia ma allora non sono così asociale come pensavo”. Alla fine, a me piace stare insieme agli altri: posso comprendere come funzionano, magari pure imparare qualcosa di nuovo (SEH BUM!). Chiaro, sempre a un prezzo sensato, certo non a costo di sopportarmi persone sgradevoli per ore, andare in culo al mondo e così via. Un giusto compromesso, ecco che ci vuole.

E per gli altri è sempre così faciel rivendicare una loro indipendenza, del tipo “ah faccio presto a mandarti a fanculo che ti credi” (mi perdonerà la persona a cui ho rubato la frase), come se il massimo nella vita non fosse riconoscere chi ti vuole bene, ma bensì avere la capacità di mandare tutti a quel paese quando ci gira.

Beh cari miei, se il potere dello sfanculo vi rende tanto contenti, buon per voi. Personalmente preferisco poter volere bene.

MD “JESU CRISTO”