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Where the love is.

ottobre 7, 2009

Bentornati, miei piccoli lettori, bentornati al blog della tredicenne più famosa del webbe: più ‘cul’ di Tonio Cartonio, più ‘emo’ di Emosocazzitua e più ‘fascion’ di Alvaro Amici vestito da donna.
E dopo questa breve ma intensa lista di riferimenti assolutamente non divertenti, passiamo all’argomento di oggi. Ovvero, nessun argomento, non ho proprio nulla di particolare di cui parlare (non che normalmente l’abbia), però ho voglia di litigare, d’imporre la mia opinione, di sentirmi nel giusto sempre e comunque quindi… perché non autocelebrarmi con il mio bel blog?

First things first. Me so’ stufato di chi si lamenta della politica.
Intendiamoci, in astratto sono terribilmente d’accordo, per me in Italia (ci spreco pure una i maiuscola) nessuno riesce a fare politica. Sembra tutto un terrificante reality show in cui i partecipanti si son messi d’accordo mesi prima su un copione.  In realtà, ognuno di questi insegue solo ed esclusivamente interessi personali, nessuno ha a cuore l’ “italica nazione”, come tale può essere definito un conglomerato di persone unite da… unite da… boh? Da cosa siamo uniti? Dal calcio? Dai maccheroni? Dalla figa? Francamente non saprei, ho smesso di chiedermelo.
Torniamo al punto: tutti si fanno gli affari loro, e questo è quanto. Berlusconi? Ma non è peggio né meglio di nessun’altro, andiamo! Solo perché non ha la faccia da culo di nascondere i suoi difetti, ora gli andiamo tutti contro, ma guardate che non c’è nessuno con la faccina (e la fedina) talmente pulita da poter prendere una posizione come “Presidente del Consiglio” tanto tranquillamente eh. Perfino il tanto osannato Beppe Grillo, boh, mi puzza tanto come una personcina pagata appositamente per fare un po’ di casino e gettar scompiglio, perché tanto a confondere le acque non si sbaglia mai. Sarò troppo paranoico? Mah, peut etre, ma tanto sono argomenti che nascono e muoiono così, nessuno ha mai ragione né torto. Il meglio che possiamo fare, cari connazionali, è sopravvivere. E magari racimolare a sufficienza per andarcene, io ho già scelto la mia destinazione e non esiterò a traslocare appena vedo una concreta possibilità. O anche se non la vedo, eh.

Mi è stato fatto prontamente notare che il punto di cui sopra sarebbe qualunquista. Beh vi assicuro, non ho nulla da obiettare, non mi sento niente di più di ‘qualcuno’. Sono un qualcuno che non partecipa attivamente in politica (credo di essere troppo onesto, solo oggi ho ridato cinque euro a una persona che neanche si era accorta della differenza) né tantomeno passivamente. La mancanza di qualsivoglia seria discussione politica in Italia rende qualsiasi posizione ‘qualunquista’, e qualunque discussione altrettanto vuota di significati. Ma per chi vuole, son disposto a parlarne seriamente, ci vediamo in un vicolo buio di vostra scelta. Io verrò alle spalle.

Seconde cose per seconde.
Mi ha fatto sbellicare la storia di Venditti che parla male della Calabria, dicendo “non esiste, speriamo che fanno il ponte, è un posto dove non c’è niente… la gente fugge!“. Vabbè, e allora? A parte il fatto che quello che dice quel vecchio rimbambito dovrebbe entrare in un timpano e uscire da una chiappa, ma poi, perché, non è vero? Cioè, intendiamoci, il discorso può essere esteso più o meno al resto dell’Italia: la gente fugge, non c’è cultura né possibilità di crescita e bon. Ma, davvero, a parte tutto questo… era davvero una notizia così rilevante? Addirittura su repubblica.it in prima pagina? Ma per cortesia. Le dichiarazioni del genere possono essere degne di discussioni approfondite quando sono presentate in maniera acconcia, non certo sotto forma di un video in 3gp di un concerto di… ANTONELLO VENDITTI. Si commenta da sola una notizia del genere. Comunque, tanto di benservito a tutti i calabresi che gli vanno ancora  a dare soldi, fate benissimo a smettere. L’unica cosa, per favore: non ricominciate poi a foraggiarlo. Andasse pure lui a lavorare no?
(On a slightly related note: potremmo già sapere il titolo del prossimo film pseudoromantico adolescenziale che infetterà le sale: La calabria non esiste… cioè davvero eh.)

Tertium non datur.
Anzi sì. Credo che ci sia una notevole confusione sul significato del termine crescere. Ultimamente mi balza nell’occhio (sì sì, proprio dentro) questa categoria di persone che ritiene come la maturazione risieda semplicemente nel diventare questa sorta di ‘mature amebe’, senza arte né parte, senza passioni e senza indugi e, aggiungerei, senza futuro.
Intendiamoci, non apprezzo neanche chi spaccia degli orrendi hobby e malsane iniezioni di ‘bimbominkiaggine’ come vere e proprie passioni (tipo, chessò… dei merdosi concerti di Springsteen a New York?!?). Però, porca miseria, anche stavolta la giusta via risiede nel mezzo. Abbandonare passioni che ci hanno alimentato per anni va sicuramente bene, niente in contrario, solo che solitamente vanno rimpiazzate da qualcos’altro… e non intendo rimpiazzate da ‘una maggiore accortezza nella vita di tutti i giorni’. That’s fuckin’ rubbish. Intendo, ovviamente, rimpiazzate da ALTRE passioni, NUOVI interessi. Qualcosa di sano, per le chiappe di Zeus, qualcosa che possa far crescere, maturare, sviluppare il cervello… DI UTILE!!!!
Per questo biasimo chi reputa certe passioni ‘segno d’immaturità’, di per sè nessun interesse o passione è infantile o terribilmente maturo e secsi; ogni cosa può essere imbecille se portata all’estremo, anche un estremo e piccolo grande amore per l’opera omnia di Herbert Marcuse.
Quindi, teniamoci i nostri vecchi cari interessi, se non siamo in grado di sostituirli in maniera intelligente.

Quarto.
Sapete che scrivo lunghi post perché sono assolutamente certo che nessuno andrà mai oltre le prime cento parole? Ecco perché riservo le migliori battute per l’apertura e poi il resto diventa una ignobile rottura di coglioni.
Vi ho appena svelato un mio terribile segreto, è come se… figurativamente parlando, stessi facendo dei grandi e scomposti saltelli, vestito in un kimono rosa, davanti a voi.

Quinto.
In futuro, vorreste non avermi mai immaginato in un kimono rosa che si alza e si abbassa senza posa e pudore, mentre faccio dei grandi e scomposti saltelli davanti a voi.

Vi voglio bene. Ve ne ho sempre voluto.

-MD

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3 commenti

  1. Riguardo i primi 3 punti sono d’accordo su tutto il fronte. Non si può definire qualunquismo un’opinione che non stia per forza tutta da una parte o dall’altra.
    Riguardo il quarto punto, sappia Mister D, che dopo essere sopravvissuta ai libri di Eco, non mi fermo mai alle prime cento parole.
    In merito all’ultimo punto mi salva il non poterla immaginare in kimono rosa 😀

    Dangerousmind


    • Vorrei poterLa aiutare su quest’ultimo punto, ma penso che poi sarei censurato da tre/quattro organizzazioni umanitarie mondiali.
      Grazie della cortese visita carissima DM 😀


      • Oltre il wwf, greenpeace, lipu non mi sovvengono altre organizzazioni interessate in merito ;-D



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