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Almeno la nobiltà d’animo ve la potevate conservare.

luglio 21, 2009

Oggi ho letto una citazione di Carlo Rossella a proposito di nobiltà e compagnia bella:

Credo che l’altà società sia finita. Le donne sono uguali, i ricchi hanno gli stessi gusti.

Il problema è che già la stessa concezione di ‘ricco’ ormai non ha più alcun senso. Chi è che al giorno d’oggi non vuole sentirsi ricco? E’ per quello che la società s’impoverisce sempre di più, nessuno riesce mai a vivere veramente nel modo in cui si può permettere. La rinuncia è qualcosa che è uscito dal vocabolario di maggior parte delle persone, ora tutti vogliono fare l’università, tutti vogliono il televisore flat full hd da 45 pollici, la playstation 3, il computer e così via.
Ogni tanto sul fantastico canale Rai Storia, mostrano dei documentari girati negli anni ’50-60 in Italia. Qualche giorno fa ne han fatto uno molto interessante sull’abbandono dei poderi del Chianti da parte dei contadini negli anni ’50, perché i figli volevano fare l’università, o lavorare in città in qualche industria e così via. E la cosa buffa qual è? Oggi il Chianti è il vino più famoso del mondo e i poderi lì costano un occhio dalla testa, tant’è che se qualcuno dei suddetti contadini se ne fosse comprati anche due-tre, i nipoti sarebbero davvero dei ricconi. Insomma, qualcuno di questi si sarebbe immaginato che quarant’anni dopo ci sarebbe stato un ritorno alla terra? E non certo un ritorno alla terra madre, ma proprio alla zappa e al rastrello. Corsi e ricorsi storici.
Torniamo però ai ricconi. Ormai non esistono neanche più posti da ricchi, perlomeno non quelli a cui eravamo abituati anni fa. Cioè, St Moritz? Piena di gentaglia. Cortina? Idem. Insomma o davvero te ne vai sull’isola deserta (e quindi il tuo reddito annuo si aggira intorno ai sei/sette zeri) oppure posti da ricchi non ne esistono più. Il safari in africa, la gita nel deserto, il tour delle Ande, ormai ci va pure la nonna a farli. Niente è più off limits.
Che questo sia il più grave problema della società di oggi è praticamente ovvio, la rinuncia è comunque qualcosa che ti educa, ti permette di capire il valore delle cose per cui hai faticato/lottato e apprezzare quelle che hai, senza desiderarne sempre di nuove. Eppure direi che ben pochi bambini sono stati cresciuti col valore della rinuncia e del sacrificio, quindi nessuno stupore desta il fatto che solo gli immigrati son disposti a lavorare per guadagnarsi da vivere e quindi, giustamente, avranno più reddito in futuro.
C’è solo da pregare che i cinesi non si sveglino un giorno da un brutto sogno e vogliano tutti il SUV come noi, altrimenti direi che più che la cavallette, sarà proprio quello il primo sintomo della fine del mondo. E penso anche l’ultimo.

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Ma lasciatemi dire anche due parole sul concerto di Bruce Springsteen.
Francamente non ho mai avuto molto contro il ‘Busso’, non ho mai amato nessuna sua canzone (a parte forse Streets of Philadelphia) nè l’ho mai odiata. Quello che mi ha dato immenso fastidio è che c’è gente malata che si fa due notti davanti allo stadio per una prima fila. E non stiamo certo parlando delle quindicenni dei Tokio Hotel, ma di trentenni e passa che si comportano come idioti. Ecco, allora, forse io nel 1999 avrei fatto lo stesso per i Nine Inch Nails, ma a parte che ero ancora minorenne, di sicuro oggi non lo farei per nessuno. Cioè, mi sembra ridicolo parlar male delle bimbeminkia e poi abbiamo i genitori delle suddette che si comportano in maniera identica con Springsteen, Renato Zero, Baglioni o quel cazzo che vi pare. Che poi suddetti artisti siano meglio o peggio a me non interessa minimamente, potrebbero anche farlo con gli HORSE the fuckin’ band per quel che vale. E’ questo modo di fare da Beatlesmania che mi rompe i coglioni, un po’ di vergogna vi farebbe anche bene, maledetti imbecilli. E Springsteen? E’ un artistello che doveva morire negli anni ’80, non è certo meglio di simil cacate dell’epoca (non lo considero neanche superiore a Rick Astley) e non capisco perché band che hanno rivoluzionato la musica fine anni ’70 e 80 (Pere Ubu, vi dice qualcosa?) non se le fili nessuno. Forse dovrebbero prendersi un cantante sui sessant’anni che si tenga in ottima forma fisica? Funziona sempre con le post trentenni.

-MD

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2 commenti

  1. i cinesi non avranno mai il suv perchè non arrivano a frizione e freno!!!(e dopo questa posso anche morire…)oggi ho 30 secondi liberi…per cui a questo rispondo!in realtà è più il giappone che al momento si può permettere il suv..ma non ha posto!la cina è un paese in via di sviluppo grazie alla totale mancanza di originalità…per cui in realtà loro diventeranno più ricchi di noi con le nostre stesse risorse per il solo e semplice fatto che sono più furbi!comunque…mandorle a parte…la realtà delle cose è che effettivamente da benessere di casta…che ti guardava con sdegno è diventato benessere nemmeno troppo benestante di tutti…per colpa di uno che un giorno ha deciso che “era stufo di vedere gli altri guardarlo con sguardo superiore”..perchè..parliamoci chiaro…è vero,la gente povera c’è…in italia…ma è quella che ha 458 figli a carico!e quelli se la sono cercata la fatica!gli altri anche se in cassa integrazione al figlio il trattamento ortodontico lo fanno fare eccome!e poi..mi ricordo maggio quando tutte le strutture algerghiere già preannunciavano miseria mentre assicuro che trovare una camera anche singola..anche nello scantinato…in qualsiasi albergo è impossibile!la gente in realtà non è nè ricca nè povera…ha solo una grande…immensa…gigantesca voglia di LAMENTARSI…abbiamo un reddito buono…perlomeno campiamo…ci lamentiamo…siamo ricchi sfondati…ci lamentiamo…ci lamentiamo se il nostro vicino ha il mercedes…perchè lo vorremmo anche noi per poter dire di spendere senza motivo 3000 euro annui di assicurazione e poi…LAMENTARCI perchè è cara…vogliamo andare negli hotel di lusso…per LAMENTARCI che alla fine non li valgono quei soldi…in realtà…andiamo all’università per poterci poi LAMENTARE che l’istruzione fa schifo…e poterci poi LAMENTARE che gli altri non sono bravi come noi…stiamo diventando tutti uguali..magari al mondo esistessero dannatamente i ricchi di una volta…me ne fregherebbe poco di essere medio povera…almeno smetterei di vedere calabresi con catene d’oro nella spiaggettina pubblica in culo al mondo in riviera…(e questo è il vero senso della ricchezza di oggi…se ci si pensa..)
    e in compenso..spenderei il mio intero stipendio per poter passare una serata con essatanati davanti a un cancello!che scherzi!la gioia di arrivare davanti al palco già morti..quindi svenire alla 5 canzone…quindi dire..io c’ero…sono morta di stanchezza e ho finito per godermi..male..il concerto…e quindi LAMENTARMI!io se fossi in te…farei caso al fatto che genialmente hai unito due discorsi uguali!e forse nemmeno te ne sei reso conto!bravissimo!!un dieci!!!!!comunque…se non ci fosse il coglione che va in là alle 3 di mattina del giorno prima…ma andassero tutti…come normalmente si dovrebbe fare…all’apertura cancelli…il problema non ci sarebbe…come dal medico!ecco!andare ai concerti è come adare dal medico…c’è sempre il vecchio idiota che arriva alle 6 di mattina e quindi ti costringe ad alzatacce per non ritrovarti 25esimo all’orario di apertura ambulatorio!
    mondo di dannati nevrotici…pure nel divertirvi(perchè per alcuni pure andare dal medico per LAMENTARSI..è un divertimento…)


    • In effetti non avevo notato il collegamento, evidentemente incosciamente da qualche parte c’era! E il tema del lamentarsi è abbastanza comprensibile, d’altronde se l’uomo non avesse nulla di cui lagnarsi, di cosa vivrebbe? Di grandi contentezze? Figuriamoci!
      Forse è proprio quello che t’insegna il sacrifcio e la rinuncia, a sapere quando davvero è il caso di lagnarsi di qualcosa e quando invece è meglio starsene zitti.
      Sarà una discreta banalità ma evidentemente la crisi finanziaria è la miglior cura per questa gente qui! E speriamo sia vera stavolta!



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