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E finalmente… anche la mia sull’evento più importante del millennio: l’Iphone 3g!!!!

luglio 8, 2009

Vabbè, ovviamente non è questo l’argomento che mi preme, ma bensì un altro a cui è stato impossibile scappare negli ultimi giorni. La morte del Peter Pan del pop, del re del commercio (più da morto che da vivo), del principe che non s’invecchia mai, dell’uomo di plastica più famoso del mondo… insomma, non è il nostro Presidente del Consiglio, quindi avrete capito chi è.
Ho deciso di scrivere qualche riga in modo da non doverci più pensare, spronato da un programma che ho visto stamani, e poi non ne parlerò mai più in vita mia.
Prima cosa: esperienza personale col soggetto. Ascoltavo Mj quando ero piccolo, duarante gli ultimi due anni delle scuole elementari e ho smesso prima di raggiungere la seconda media, quindi decisamente piuttosto presto; lì ero già passato ai SEPULTURA. Eh sì, da piccolo avevo gusti variegati.
Quindi la mia conoscenza della sua discografia è ampia ma finisce con l’album post Dangerous, cioè HIStory, che ho comunque sentito poco.
Al momento attuale trovo le sue canzoni piuttosto funzionali, cioè sono talmente studiate che scivolano via in maniera perfetta dovunque le piazzi. Sono un orgasmo a tutto tondo, ma ‘normale’, un panino ben fatto, ma non ‘ottimo’; insomma, capite i miei sentimenti in proposito.

Secondo punto: la mia reazione alla sua morte. Ah è morto? Pensa te.

Terzo punto: la reazione degli altri. Direi che il mondo si è riscoperto bimbominkia. A confronto le funzine dei Tokio Hotel (con la i mi raccomando, sennò si arrabbiano), mi sembrano persone razionali. Avete visto che deliri girano in proposito? Bisognerebbe fare una feature settimanale ma mi limiterò a qualche chicca qui e lì:

Grazie Michael per tutte le emozioni che mi hai regalato, ma tu non morirai mai sarai sempre vivo nei cuori di milioni di persone perché eri e rimarrai per eternamente un grande” (Sei grandemente un’ eternalità!)

Ciao Michael, non sono stata una tua fan accanita ma il dispiacere per la tua morte mi ha fatto capire che eri un grande….” (Come dire, grazie che sei schiattato!)

io se l’avessi visto sarei poi potuta morire felice…sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa dopo il 18 luglio ma non me ne sarebbe importato più nulla…” (Possibilmente in una bara d’oro)

non ti ho mai conosciuto, e ormai non ne ho più la possibilità… ma sn sikura ke sarebbe stat bellissimo farlo..” (Perché, i dischi non li puoi più comprare??)

“fragile aquilone, il filo si è spezzato e la terra tua nemica, da sempre,ora piange un figlio che non si è meritato.Solo chi ti ha amato veramente ora gioisce per te. Finalmente i tuoi occhi vedranno e risorgerai per noi.” (Wacko Jacko, ora pro nobis!)

And so forth and so on, son capitato addirittura su un forum pieno di organizzazioni di veglie e compagnia bella.  Insomma, direi che io non ho bisogno di commentare, la cosa è palese da sè. Probabilmente James Brown ha dato il doppio del Jacko alla musica nera ma quando è morto, non se l’è filato nessuno. Vabbè.

Quarto punto: le reazioni dei media alla morte. Patetiche.
Giusto stamani, c’era quel fracazzo che gioca tanto a fare il critico pseudoletterario su Uno Mattina che discuteva della valenza della musica che ascoltava ‘la sua generazione’ e della pochezza del pop a confronto. Ma, a parte l’ovvio fatto che la sua generazione è composta anche da Morandi, Rita Pavone e compagnia bella, non trovate che paragonare Jimi Hendrix e Jacko sia un tantino fuori luogo? Poi fracazzo ha tirato fuori anche Jim Morrison, pure lì completamente a sproposito. Ma fermiamoci un attimo, e fingiamo che il paragone sia effettivamente rilevante: non vi pare che abbia dato molto di più alla musica il Michelino, piuttosto che Jimi e Jim? Jimi è stato il primo guitar hero della storia, ovvio, e chi lo nega; ma di certo musicalmente non ha introdotto nè innovato qualcosa. Morrison tanto meno, può essere stato un gran cantante ma di certo, anche lì, non ha portato niente. Jacko è stato un fenomeno di portata inusitata, prima di essere un cantante pop. Davvero, la sua popolarità è stata senza uguali, il suo nome sarà impresso a lettere cubitali nella storia, che io o voi, caro lettore, siate d’accordo o meno. E nella sua enorme fama, ha portato il pop, l’r’n’b e la dance anni ’70 insieme e farla piacere e conoscere a mezzo mondo. No little feat, vi assicuro.

Quinto e ultimo punto: la giusta reazione alla morte di Jacko.
Francamente è una delle storie più tristi che abbia mai sentito, una persona privata della propria infanzia che ha finito col farlo diventare un problema psicologico enorme, un trauma insuperabile che si è riverberato in ogni minima cosa che ha fatto. La persona Micheal Jackson, buona o cattiva che fosse, non esisteva più; ma solo una macchina continua sforna merchandising a rotta di collo, tant’è che di album decenti ha smesso di farne molti molti anni fa, e campava solo di royalties e pupazzi. Provo solo una gran pietà, al di là dei gran soldi, della fama e tutto quanto. Alla fine l’ha pagata molto cara, si è privato di una vita e della propria felicità per inseguire un sogno che non è mai stato suo.
Come direbbero a roma, poraccio.

MD

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