Archive for luglio 2009

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Qualche testo che ci piace?

luglio 29, 2009

Visto che ci sono state lamentele sul mio affrontare le cose in maniera sempre negativa, ecco finalmente un’occasione per sottolineare qualcosa che mi piace, piuttosto che come al solito qualcosa che NON.
Stavolta prendo un paio di testi che mi piacciono e farò qualche commento.
Prendetevi una bella tazza di tè, possibilmente freddo e accomodatevi.
Il sipario sta per alzarsi.

Local H – The One With ‘Kid’ da Twelve Angry Months

E quando non c’è più nessuno a cui mentire
Costretti a vedere la verità su me e te
Vederla da tutti i lati
I lati che hai picchiato e bruciato

(La canzone è un classico ripensare a un rapporto appena finito, male ovviamente. E su questo non c’è niente di originale, ma invece il caro amico dei Local H la mette da un lato puramente pratico, ed è questo che mi attrae di più. L’inizio è abbastanza classico, anche se comincia già a far intravedere un po’ di rabbia).

Quindi tesoro, potresti farmi un favore?
Cadi giù dalla Terra e ci vediamo dopo
Chiamami e dimmi che ti manco
Una chiamata a cui non risponderò

(Già questo mi piace di più, la cattiveria che si esprime in maniera piuttosto originale dicendo ‘chiamami e dimmi che ti manco ma non risponderò’, davvero simpatico)

E adesso chi è il proprietario
Di tutti gli amici che abbiamo fatto insieme?
E come facciamo a dividerci la città
E tutti i bar in cui abbiamo bevuto infinitamente?

(Ottimo punto, quasi struggente. Come fai a evitare una persona così odiata se vivete entrambi nella stessa città e frequentate le stesse persone? Ecco perché ritengo che i colleghi di lavoro siano proprio da evitare per qualsiasi tentativo sentimental/scopereccio. Perlomeno quelli che vedi tutti i giorni!)

Quindi, prendi questo come un dato di fatto
Da qui te ne vai a mani vuote
La mia immagine di te distrutta
Vincere è l’unica cosa importante
Non ti lascerò distruggere il nostro nido felice

(Notare anche questa cattiveria spettacolare di ‘te ne vai a mani vuote’, non avrai più niente da me, la classica rabbia di un rapporto che è appena finito e si riescono a vedere solo i lati negativi. E ora viene il bello…)

Ridammi i miei cd dei Zeppelin
Lo so che l’hai presi tu
Dove sono i miei album dei Pretenders?
Lo sai quale? Quello con ‘Kid’!

(Ecco, adoro questo sottolineare il lato prettamente pratico della relazione che finisce, francamente anche a me importerebbe solo di riprendere la mia roba e di cercare di salvare le cose a cui tengo. E poi cazzo, Kid è stupenda!!!)

Dove sono tutti
I miei AC/DC?
I miei Inner Punk?
I miei Libertines? (
Quelli se li potrebbe pure tenere…)
Dove sono tutti i miei album dei Kyuss?
Non ti sono mai piaciuti prima di conoscermi!

(Qui poi sono io, cazzarola! Andare a recriminare sulle cose che ti ho dato io, rispetto al niente che hai dato tu, classico. E non solo sono stato io a farteli piacere, me l’hai anche fregati! Ricordo di essermi trovato in detta situazione più di una volta. Tempo fa comprai un best dei Red House Painters per una ragazza, e indovinate un po’? Ce l’ho ancora io.)

Sensazioni
Frustrazioni
Filo spinato per i nostri traguardi
Il mio vinile di “Heart of Glass” è rovinato

(Haha, qui probabilmente la cosa diventa un po’ esagerata, ma la battuta “my heart of glass is scratched” in effetti funziona. Però che stronza, gli rovina pure i vinili rari. Io l’ammazzerei.)

Non m’importa cosa mi costerà
Voglio la sicurezza che te ne vai con niente
Non starò qui a guardarti distruggere la nostra casa

(Probabilmente qui si riferisce a lei che sfascia tutto come ‘vendetta’.)

Quindi, questo è certo
Te n’andrai da qui a mani vuote
Così pieno d’odio, così pieno di vergogna
Idiota, non te n’andrai di qui

(Grande.)

Sai che non lo sopporto
Non starò qui a sorridere e fingere
La tua immagine di me distrutta
A me interessa solo vincere.

(Non è una canzone esattamente perfetta, ma riesce ad affrontare un argomento trito e ritrito in maniera nuova e, finalmente, realistica. Bella proprio.)

The Sound – Total Recall da Heads and Hearts

Quando il tempo va così veloce, tutto diventa una macchia
Tenti di aggrapparti
Al modo in cui vorresti che le cose vadano

(I testi dei Sound sono sempre piuttosto sottovalutati, se non altro perché si tengono sul semplice e non vanno mai sull’astratto. Invece ogni tanto riescono a colpire, mettendo una situazione ‘non realistica’ su un piano sentimentale, come qui oppure in Counting the Days, altro bel pezzo)

Rintracci i secondi
Ricordi i dettagli
Da cosa qualcuno intendeva fare
E qualcuno che l’ha fatto
E qualcuno che lo fece
Sai che io l’ho fatto

(Eh qui purtroppo la traduzione rovina un po’ tutto, però il testo sincopato ci sta proprio bene come introduzione al ritornello; evidentemente qui Adrian parla di un rapporto che non è mai nato, ma che avrebbe potuto, dati tutti i suoi sforzi.)

Oh dev’esserci
Un vuoto nella tua memoria
Ma riesco a vedere, riesco a vedere
Una distante vittoria
Un tempo in cui saremo insieme

(Ho sempre ammirato la sua voglia continua di lottare, anche se alla fine si è spenta.)

Mi hai tagliato fuori quando stavo per cominciare a parlare
Il linguaggio che tu tieni nascosto da tutti
Esattamente come la domanda sulle labbra di tutti

(Anche qui, il riferimento alla possibilità ma all’incapacità di far nascere qualcosa)

Ma non è sulle mie!
Dove tutto quello che troverai è un sorriso
Un distorto sorriso di un altro tempo

(Molto bello il passaggio da ‘non è sulle mie’ e il sorriso di un altro tempo, semplice ma molto efficace)

Ci sarà un altro tempo, un altro tempo
Dev’esserci un vuoto nella tua memoria
Ma io riesco a vedere una distante vittoria
Un tempo in cui saremo insieme

(Bellissimo riferimento al desiderio, all’aspettativa, senza usare parole da poeta, Adrian riesce perfettamente a tradurre i suoi sentimenti)

Riesco a vedere che dev’esserci un altro tempo
Deve esserci un altro tempo…

-MD

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Pazzia su scala Richter – Parte 59 e 1/2

luglio 24, 2009

Carissimi lettori e ancor più carissime lettrici, bentornati di nuovo a una nuova puntata delirante sulla gente colpita da estremo bisogno di ‘sostenere la tragedia’.

Ecco che andiamo!
Tenetevi forte a qualsiasi oggetto e, ricordatevi, di fermarvi sotto le porte e non prendere l’ascensore.

Carmina Viola wrote
l‘unica cosa ke nn capisco…..è xkè devono esistere queste cose? e xkè alle 3 e30 di notte…..
ki riuscirà più a dormire sereno…..sapendo ke la terra intorno a te ti può uccidere

(Buffo che spesso non è certo la “terra intorno a te” che ti uccide!)

Andrea Di Palermo wrote
Non ho parole x esprimere tutto il Mio dolore !!!
Però pregherei Tutti coloro che sono lì presenti a portare i soccorsi, di non pavoneggiarsi allungando il collo o telefonando a casa davanti alle telecamere, o ancora peggio salutando o ridendo in T.V. facendo così mandate solamente all’aria il Vs. buon intento.
Grazie.

(Prego.)

Paola Forastieri wrote
non so se investissimo questo per dare un aiuto più concreto e immediato visto l’urgenza e ci soffermassimo solo in seguito a esaminarne le cause ed eventualmente a polemizzare…cosa che andrà cmq fatta per non ricadere puntualmente sempre negli stessi errori
magari basterebbe solo un po’ di organizzazione e nemmeno forse poi tanti soldi per mostrarci veramente solidali e vicini alle persone vittime dimquesta tragedia
vanno benissimo i contributi economici, ma se magari collaborassimo più attivamente con i volontari o le squadre civili…bho..
visto le numerose cose di cui già si devono occupare nn so mettere a disposizione furgoni per far avere ai bambini dei giochi(chi di noi in fondo nn ha in cantina qualche gioco ancora dell’infanzia) o dei beni di prima necessità come l’acqua, accogliere gli sfollati presso le poprie abitazioni per chi ne è in possesso
potrebbe funzionare

(E se invece investissimo in dei corsi di lingua italiana? O in apposite strutture per il ricovero delle persone mentalmente instabili?)

Laura Scalia wrote
la cosa più brutta, ma infondo anche migliore, è morire di notte, nel sonno.
si dice che chi muore quando dorme fa una morte santa, senza sofferenza.
da un lato però c’è la consapevolezza dell’inevitailità del tuo destino, ti senti in trappola, sai che qualunque cosa farai non servirà a salvarti.
ringrazio Dio di essere viva, in questi momenti ci si accorge di quanto sia importante vivere ogni istante e viverlo bene, senza rimpianti.

(Poi se muori durante un incubo, potresti diventare un nuovo Freddy Krueger!)

Letizia Giummarra wrote
mi dispiace tanto so che e passato in abruzzo io dico che doviamo preghare per i famiglie di questo paese e che siamo con l’oro ciao ciao

(E l’argento invece non se lo fila mai nessuno. Razzisti.)

Avvocato Giovanni Passerini wrote
Non riesco più a dormire, tante scosse, specie di notte! Non se ne può più…

(Mi vengono molte domande sull’intervento del Passerini. Per esempio: ma avvocato è il nome? Se è la sua professione, si rende conto delle castronerie che dice? Perché sente il bisogno di specificare ovunque la sua professione? La difesa non ha altre domande.)

Mirko Sciuto (IPSIA Luigi Ripamonti) wrote
IN QUESTE DISGRAZIE RESTANO DAVVEROP OCHE PAROLE DA POTER DIRE PERCHE’ E’ INUTILE PARLARE. I FATTI VERIFICATOSI SONO DAVVERO GRAVI!!! L’UNICA COSA E’ SENTIRSI VICINI A TUTTE LE PERSONE CHE PURTROPPO IN QUESTO TRAGICO EVENTO SONO RIMASTE SENZA NIENTE E HANNO PERSO PARENTI,AMICI E FAMILIARI. UN ABBRACCIO A TUTTE LE PERSONE COLPITE DA QUESTO TERRIBILE TERREMOTO…

(Però mi raccomando, quelle poche parole scriviamole in ostrogoto e tutte in maiuscolo, così vedrai che arrivano più facilmente!)

Maria wrote
terribile…se pensi che potrebbe capitare ovunque e in qualunque momento…abbracceresti le persone che ami e aspettersti immobile! ma la vita di chi sopravvive va avanti…una vita che sarà per sempre segnata da questo evento ma che continuerà, è questa la mia speranza in questi giorni: che possano tutti riprendere a vivere…in qualche modo e in qualche luogo…e che la morte non sia che…UN PASSAGGIO

(Se, passaggio a nord-ovest. Ma quindi basta il sol pensiero del terremoto a renderti un’immobile gelatina tremante? )

Sara wrote

L’unica cosa che ora mi fa paura è che tutti gli aiuti che daremo a questa popolazione vengano sperperati come successe in Unbria o ancora più lontano di tempo nell’Irpinia

(Ambè guarda, meglio che sperperarli per la “scuola ed educazione”!!)

E’ finito è finito! Ormai stiamo tagliando parecchie cose e siamo quasi alla fine, ma non temete. Materiale per almeno altre due puntate ve n’è, fuor di dubbio!
Anzi, sine nullo dubbio (e qui chi sa, commenterà).

-MD

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Questa era da salvare…

luglio 21, 2009
Stupendo xkcd!

Stupendo xkcd!

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Almeno la nobiltà d’animo ve la potevate conservare.

luglio 21, 2009

Oggi ho letto una citazione di Carlo Rossella a proposito di nobiltà e compagnia bella:

Credo che l’altà società sia finita. Le donne sono uguali, i ricchi hanno gli stessi gusti.

Il problema è che già la stessa concezione di ‘ricco’ ormai non ha più alcun senso. Chi è che al giorno d’oggi non vuole sentirsi ricco? E’ per quello che la società s’impoverisce sempre di più, nessuno riesce mai a vivere veramente nel modo in cui si può permettere. La rinuncia è qualcosa che è uscito dal vocabolario di maggior parte delle persone, ora tutti vogliono fare l’università, tutti vogliono il televisore flat full hd da 45 pollici, la playstation 3, il computer e così via.
Ogni tanto sul fantastico canale Rai Storia, mostrano dei documentari girati negli anni ’50-60 in Italia. Qualche giorno fa ne han fatto uno molto interessante sull’abbandono dei poderi del Chianti da parte dei contadini negli anni ’50, perché i figli volevano fare l’università, o lavorare in città in qualche industria e così via. E la cosa buffa qual è? Oggi il Chianti è il vino più famoso del mondo e i poderi lì costano un occhio dalla testa, tant’è che se qualcuno dei suddetti contadini se ne fosse comprati anche due-tre, i nipoti sarebbero davvero dei ricconi. Insomma, qualcuno di questi si sarebbe immaginato che quarant’anni dopo ci sarebbe stato un ritorno alla terra? E non certo un ritorno alla terra madre, ma proprio alla zappa e al rastrello. Corsi e ricorsi storici.
Torniamo però ai ricconi. Ormai non esistono neanche più posti da ricchi, perlomeno non quelli a cui eravamo abituati anni fa. Cioè, St Moritz? Piena di gentaglia. Cortina? Idem. Insomma o davvero te ne vai sull’isola deserta (e quindi il tuo reddito annuo si aggira intorno ai sei/sette zeri) oppure posti da ricchi non ne esistono più. Il safari in africa, la gita nel deserto, il tour delle Ande, ormai ci va pure la nonna a farli. Niente è più off limits.
Che questo sia il più grave problema della società di oggi è praticamente ovvio, la rinuncia è comunque qualcosa che ti educa, ti permette di capire il valore delle cose per cui hai faticato/lottato e apprezzare quelle che hai, senza desiderarne sempre di nuove. Eppure direi che ben pochi bambini sono stati cresciuti col valore della rinuncia e del sacrificio, quindi nessuno stupore desta il fatto che solo gli immigrati son disposti a lavorare per guadagnarsi da vivere e quindi, giustamente, avranno più reddito in futuro.
C’è solo da pregare che i cinesi non si sveglino un giorno da un brutto sogno e vogliano tutti il SUV come noi, altrimenti direi che più che la cavallette, sarà proprio quello il primo sintomo della fine del mondo. E penso anche l’ultimo.

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Ma lasciatemi dire anche due parole sul concerto di Bruce Springsteen.
Francamente non ho mai avuto molto contro il ‘Busso’, non ho mai amato nessuna sua canzone (a parte forse Streets of Philadelphia) nè l’ho mai odiata. Quello che mi ha dato immenso fastidio è che c’è gente malata che si fa due notti davanti allo stadio per una prima fila. E non stiamo certo parlando delle quindicenni dei Tokio Hotel, ma di trentenni e passa che si comportano come idioti. Ecco, allora, forse io nel 1999 avrei fatto lo stesso per i Nine Inch Nails, ma a parte che ero ancora minorenne, di sicuro oggi non lo farei per nessuno. Cioè, mi sembra ridicolo parlar male delle bimbeminkia e poi abbiamo i genitori delle suddette che si comportano in maniera identica con Springsteen, Renato Zero, Baglioni o quel cazzo che vi pare. Che poi suddetti artisti siano meglio o peggio a me non interessa minimamente, potrebbero anche farlo con gli HORSE the fuckin’ band per quel che vale. E’ questo modo di fare da Beatlesmania che mi rompe i coglioni, un po’ di vergogna vi farebbe anche bene, maledetti imbecilli. E Springsteen? E’ un artistello che doveva morire negli anni ’80, non è certo meglio di simil cacate dell’epoca (non lo considero neanche superiore a Rick Astley) e non capisco perché band che hanno rivoluzionato la musica fine anni ’70 e 80 (Pere Ubu, vi dice qualcosa?) non se le fili nessuno. Forse dovrebbero prendersi un cantante sui sessant’anni che si tenga in ottima forma fisica? Funziona sempre con le post trentenni.

-MD

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Terremotati INSIDE.

luglio 14, 2009

Eccoci di nuovo qui per volgere il nostro critico sguardo verso le vuote menti che popolano Fessabugo ed elargiscono all’ignaro pubblico cotante orripilanti puttanate dettate dai loro finti cuori pieni di generosità.
E dai loro cervelli pieni d’acqua, direi.
Here we go:

Gessica Pettinato wrote
o mio Dio quante ne accadono.. certo che ormai siamo arrivati alla fine del mondo!!!

Santo cielo! Chi aveva mai sentito parlare di un… terremoto?!?! Ma ve ne sono mai stati prima???

Elvira Giovanna Acquaviva wrote
ai bambini che hanno perso i genitori e …ai genitori che hanno perso i loro bambini..!!!!!

E i genitori che hanno perso i genitori? E i bambini che hanno perso i bambini?

Alessandro Filiberti wrote
MANDIAMO ANCHE SOLO UNA PICCOLA OFFERTAAA PER SOSTENERE LA TRAGEDIA DI QUESTE FAMIGLIE..

Ah ecco il trucco! Non stiamo sostenendo la loro vita o aiutandoli nella tragedia, stiamo proprio sostenendo la tragedia! Diamo i soldi al terremoto!!

Luana Locascio wrote
oggi alcune mamme e papà mentre noi contenti e felici di andare a scuola loro piangono si disperano x aver perso la cosa piu bella della loro vita il loro figlio beh se stai leggendo soffermati e pesa solo per un minuto a tutte quelle persone morte in abruzzo per quel disastro di terremoto ke si e portato via tante anime

Eh? Mi soffermerei anche due minuti ma continuo a non capire che lingua sia.

Amenta Maria wrote
Non esiste la morte No ! non sono morti. Non hanno fatto che passare dietro il velo che li nasconde, verso una vita nuova ricca di possibilità entro sfere più serene. Il nostro spirito li avverte e il nostro cuore ritrova la calma. Sempre presenti, sebbene invisibili gli spiriti immortali dei nostri cari rimangono, perchè l’universo di Dio è tutto espressione di vita. Non esiste la morte.

Ma fatemi capire, è fessabugo che è popolato di sottospecie di guru/nostradamus/suore travestite o sono io che le becco in continuazione?

Ninni Di Salvo wrote
l’amore è più violento del sisma. Fiammag da fare, ciascuno come può!

FIAMMAG?!?!?!?!

Mery Di Siena wrote
ANKE SE NON SONO ABRUZZESE SONO MOLTO DISPIACIUTA E VORREI OFFRIRE CONFORTO A TUTTE LE FAMIGLIE CHE HANNO PERSO IL LORO CARI E KE NON POSSONO TRASCORRERE UNA SERENA PASQUA COME ME.

Come dire, io mi faccio la serena pasqua, tiè!

Oriana Dm wrote
Se fossi stata dell’Abruzzo avrei dato un aiuto concreto a tutti coloro che erano in difficoltà….però sono sincera,non mi fido di tutti questi numeri per donare soldi perchè in Italia ci sono troppi mal fattori…

Ma vist che nun son’ dell’abbruzz’, vi dic’ vaffammocc a chi t’è muort’, ricchiò!

E chiudiamo come sempre in bellezza con…

Raffaele Arimini wrote
Salve a tutti,avendo ricevuto un invito a questo gruppo non ho resistito dal farne parte semplicemente perche’ io come uomo sento fortemente di essere UNO di quelle povere persone colpite al CUORE da un evento devastante e dir poco ORRIBILE……Basti pensare che una parte di quelle persone (faccio riferimento a quelle che purtroppo NON SONO PIU’ IN MEZZO A NOI) non ha avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse accadendo,cosa li circondava in quel preciso momento,SI E’ SEMPLICEMETE RITROVATA SOTTO UN CUMOLO DI MACERIE E NON HA AVUTO NEMMENO IL TEMPO DI POTER DIRE A NOSTRO SIGNORE (((AIUTAMI)))…….O ancora basta guardare negli occhi DI QUELLE PERSONE CHE HANNO AVUTO SALVA LA VITA per leggere nei loro occhi la DISPERAZIONE,LO SQUILIBRIO,IL CROLLO PSICOLOGICO E QUANT’ALTRO ANCORA PER LA PERDITA SIA DEGLLI ”AFFETTI” PERSONALE CHE DEGLI ”EFFETTI”PERSONALI………

Aiuto.

Ma vi rendete conto che non sono arrivato neanche a metà della mia raccolta e molte le sto anche cancellando? O tempora o mores!

-MD

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Evviva il weekend

luglio 10, 2009

Non hai mai meritato
La mia attenzione
Odio platonico

MD

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E finalmente… anche la mia sull’evento più importante del millennio: l’Iphone 3g!!!!

luglio 8, 2009

Vabbè, ovviamente non è questo l’argomento che mi preme, ma bensì un altro a cui è stato impossibile scappare negli ultimi giorni. La morte del Peter Pan del pop, del re del commercio (più da morto che da vivo), del principe che non s’invecchia mai, dell’uomo di plastica più famoso del mondo… insomma, non è il nostro Presidente del Consiglio, quindi avrete capito chi è.
Ho deciso di scrivere qualche riga in modo da non doverci più pensare, spronato da un programma che ho visto stamani, e poi non ne parlerò mai più in vita mia.
Prima cosa: esperienza personale col soggetto. Ascoltavo Mj quando ero piccolo, duarante gli ultimi due anni delle scuole elementari e ho smesso prima di raggiungere la seconda media, quindi decisamente piuttosto presto; lì ero già passato ai SEPULTURA. Eh sì, da piccolo avevo gusti variegati.
Quindi la mia conoscenza della sua discografia è ampia ma finisce con l’album post Dangerous, cioè HIStory, che ho comunque sentito poco.
Al momento attuale trovo le sue canzoni piuttosto funzionali, cioè sono talmente studiate che scivolano via in maniera perfetta dovunque le piazzi. Sono un orgasmo a tutto tondo, ma ‘normale’, un panino ben fatto, ma non ‘ottimo’; insomma, capite i miei sentimenti in proposito.

Secondo punto: la mia reazione alla sua morte. Ah è morto? Pensa te.

Terzo punto: la reazione degli altri. Direi che il mondo si è riscoperto bimbominkia. A confronto le funzine dei Tokio Hotel (con la i mi raccomando, sennò si arrabbiano), mi sembrano persone razionali. Avete visto che deliri girano in proposito? Bisognerebbe fare una feature settimanale ma mi limiterò a qualche chicca qui e lì:

Grazie Michael per tutte le emozioni che mi hai regalato, ma tu non morirai mai sarai sempre vivo nei cuori di milioni di persone perché eri e rimarrai per eternamente un grande” (Sei grandemente un’ eternalità!)

Ciao Michael, non sono stata una tua fan accanita ma il dispiacere per la tua morte mi ha fatto capire che eri un grande….” (Come dire, grazie che sei schiattato!)

io se l’avessi visto sarei poi potuta morire felice…sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa dopo il 18 luglio ma non me ne sarebbe importato più nulla…” (Possibilmente in una bara d’oro)

non ti ho mai conosciuto, e ormai non ne ho più la possibilità… ma sn sikura ke sarebbe stat bellissimo farlo..” (Perché, i dischi non li puoi più comprare??)

“fragile aquilone, il filo si è spezzato e la terra tua nemica, da sempre,ora piange un figlio che non si è meritato.Solo chi ti ha amato veramente ora gioisce per te. Finalmente i tuoi occhi vedranno e risorgerai per noi.” (Wacko Jacko, ora pro nobis!)

And so forth and so on, son capitato addirittura su un forum pieno di organizzazioni di veglie e compagnia bella.  Insomma, direi che io non ho bisogno di commentare, la cosa è palese da sè. Probabilmente James Brown ha dato il doppio del Jacko alla musica nera ma quando è morto, non se l’è filato nessuno. Vabbè.

Quarto punto: le reazioni dei media alla morte. Patetiche.
Giusto stamani, c’era quel fracazzo che gioca tanto a fare il critico pseudoletterario su Uno Mattina che discuteva della valenza della musica che ascoltava ‘la sua generazione’ e della pochezza del pop a confronto. Ma, a parte l’ovvio fatto che la sua generazione è composta anche da Morandi, Rita Pavone e compagnia bella, non trovate che paragonare Jimi Hendrix e Jacko sia un tantino fuori luogo? Poi fracazzo ha tirato fuori anche Jim Morrison, pure lì completamente a sproposito. Ma fermiamoci un attimo, e fingiamo che il paragone sia effettivamente rilevante: non vi pare che abbia dato molto di più alla musica il Michelino, piuttosto che Jimi e Jim? Jimi è stato il primo guitar hero della storia, ovvio, e chi lo nega; ma di certo musicalmente non ha introdotto nè innovato qualcosa. Morrison tanto meno, può essere stato un gran cantante ma di certo, anche lì, non ha portato niente. Jacko è stato un fenomeno di portata inusitata, prima di essere un cantante pop. Davvero, la sua popolarità è stata senza uguali, il suo nome sarà impresso a lettere cubitali nella storia, che io o voi, caro lettore, siate d’accordo o meno. E nella sua enorme fama, ha portato il pop, l’r’n’b e la dance anni ’70 insieme e farla piacere e conoscere a mezzo mondo. No little feat, vi assicuro.

Quinto e ultimo punto: la giusta reazione alla morte di Jacko.
Francamente è una delle storie più tristi che abbia mai sentito, una persona privata della propria infanzia che ha finito col farlo diventare un problema psicologico enorme, un trauma insuperabile che si è riverberato in ogni minima cosa che ha fatto. La persona Micheal Jackson, buona o cattiva che fosse, non esisteva più; ma solo una macchina continua sforna merchandising a rotta di collo, tant’è che di album decenti ha smesso di farne molti molti anni fa, e campava solo di royalties e pupazzi. Provo solo una gran pietà, al di là dei gran soldi, della fama e tutto quanto. Alla fine l’ha pagata molto cara, si è privato di una vita e della propria felicità per inseguire un sogno che non è mai stato suo.
Come direbbero a roma, poraccio.

MD