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Fatti una domanda e datti una risposta. Sbagliata.

giugno 23, 2009

Francamente non so bene dove porterà questa riflessione, prendetela come un flusso di coscienza non diluito, non ho in mente nessuna grande teoria che rivoluzionerà il vostro mondo (eh non stavolta, mi spiace!), ma potrei arrivarci.
La domanda che mi pongo quest’oggi è duplice, ma penso sia possibile unirle in nome della sintesi. Mi chiedo perché le persone non crescano, e quindi conseguentemente, perché non imparino; dai propri sbagli, dalle proprie vittorie, da tutto, praticamente.
Molte persone intorno a me sembra che si comportino esattamente come quando avevano quindici anni, solamente nascondendo la cosa dietro una maschera di finta sicurezza e maturata esperienza. Personalmente sono più che certo che la vita che le suddette hanno condotto non è tale da avergli insegnato qualcosa di particolarmente utile (o giusto, for that matter, ma vabbè). Però, perlomeno, avranno capito come evitare di ripetere sempre gli stessi sbagli, no? Mah, evidentemente no, forse si tratta semplicemente del normale declino dell’essere umano che è portato a ripetere gli stessi sbagli proprio perché si dimentica dei precedenti?
Oppure non sono in grado di rendersi conto di quando c’è qualcosa da imparare? Ecco, questo mi sembra un altro punto interessante. Come fai a renderti conto se è momento di prestare attenzione? Personalmente bado al vecchio adagio ‘c’è sempre da imparare da chiunque’, se non altro in negativo (come NON essere). Se già tutti ragionassero così, perlomeno avrebbero tanti esempi di persone da evitare e potrebbero tracciarsi una loro strada personale, magari costellata di sbagli, ma perlomeno di sbagli NUOVI!
Invece mi sembra che questi non siano in grado di giudicare il prossimo, o anzi, di prenderlo minimamente in considerazione tanto da prendere atto del suo comportamento. Normalmente il giudizio verso il prossimo si ferma a delle cose superficiali, sicuramente cattive, ma talmente in superficie da renderlo totalmente inutile. Anche io posso rendermi conto che Tizio sul lavoro non fa niente e quindi non è un comportamento da replicare, ma da qui a saper dire di lavorare produttivamente e serenamente ce ne passa eh. Cioè son cose banali, inutili.
Ecco un altro punto interessante che spesso noto nelle persone: non sono dei buoni osservatori. Personalmente mi ritengo un ottimo osservatore, poi giudico male sicuramente, però almeno riesco a trarre degli elementi su cui poi basarmi. Invece le persone sono distratte, incapaci di prestare attenzione a qualsiasi cosa esterna per più di trenta secondi; poi oh, probabilmente esiste una cosa chiamata ‘eccessiva osservazione’, visto che poi mi capita spesso di osservare ma non di fermarmi a giudicare. Questo anche è inutile, però almeno bisogna partire da qualcosa, vi pare?
Spostandoci invece sulle cose così ovvie da balzare agli occhi anche dell’osservatore più distratto, arriviamo alla realizzazione che al di là dell’attenzione, manchi probabilmente anche la capacità di trarre delle conclusioni. Tutti siamo buoni a pensare ‘eh ma allora la vita è breve e bisogna viverla bene’ quando succedono tragedie intorno a noi, ma poi quanti la mettono in pratica al di là di troiate tipo ubriacarsi o grandi divertimenti sul genere?
Il mio concetto di vita è fortunatamente diverso, e ritengo di tenere il cervello sufficientemente in allenamento da non prendere mai nulla in maniera acritica e sedentaria. Vorrei poter dire lo stesso di queste persone che mi circondano, ma alla fine anche io sono uno sporco egoista e quindi dico problemi loro. Non sono un Messia venuto per aprire gli occhi a nessuno, anche perché un’altra cosa che non riesce molto bene alle persone è rendersi conto di quando qualcuno gli ha fatto del bene.
Torniamo all’argomento che sto un po’ troppo divagando. Quindi, le persone non imparano perché sono incapaci di rendersi conto di quel che gli succede intorno (o anche in faccia), perché anche se se ne rendono comunque poi sono distratte da altro. D’altronde, scusate, non viviamo nell’anno 2009 dell’errore umano?
C’è una lezione in tutto ciò? No, è un mero blog di una tredicenne che ascolta i Tokyo Hotel e sta imparando qualcosa del mondo che la circonda. Auguri.

-MD

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