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Sono l’anima gemella di una persona morta nel 1912.

giugno 22, 2009

Spesso quando tutti quelli che vedo intorno a me cominciano a lamentarsi della stessa cosa, penso ci sia qualcosa che non va, soprattutto quando mi accorgo che io stesso mi lamento della suddetta. E di che cosa ci lamentiamo tutti spesso? Ah semplicissimo: di non avere un’anima gemella, un grande amore che ci capisca, un cane fedele, un bagarozzo chiamato Mark (che citazione colta), insomma ‘sto tipo di robe così.
E come mai tutti ci lamentiamo? Insomma siamo tutti convinti di meritarcela alla grande,  convinti di averne un enorme disperato bisogno. E siamo anche così maturi da essere in grado di gestire una relazione e di non ferire una persona così preziosa e… Avete già notato che c’è qualcosa che non va?
Sulla carta suppongo che l’anima gemella di ognuno di noi a grandi linee si somigli: una persona comprensiva, dolce al punto giusto, ci capisce al volo anche se non parliamo, bella (embè, che ci prendiamo un cesso?), simpatica, vicina nei momenti in cui ne abbiam bisogno, ecc ecc
E altrettanto ovviamente, pensiamo di essere in grado di rappresentare lo stesso per quest’anima gemella, insomma, non solo di meritarcela ma anche che lei meriti noi!
Ripeto, avete notato qualcosa che non va?
Non voglio trasformare la cosa in un quiz da Settimana Enigmistica, anche perché purtroppo è ridicolmente chiaro che la realtà non è così. Se fossimo veramente tutti così bravi e buoni e simpatici e bla bla, non avremmo gran problemi a trovare l’anima gemella. Cioè, visto che tutti vogliamo le stesse maledette cose, i rapporti sentimentali sarebbero di una facilità incredibile. Eppure chiaramente così non è, perché non siamo generosi con nessuno, non siamo sentimentali, non siamo simpatici per niente.
La realtà è che facciamo schifo, nel nostro egoismo pensiamo tutti di meritarci qualcosa che noi stessi non siamo in grado di donare a nessuno. E qui viene il bello, la realtà è questa: è un loop in cui siamo intrappolati. Abbiamo bisogno di qualcosa, che solo un altro essere umano può darci, ma nessuno è in grado di donarcela, perché noi stessi non possiamo darla!

The Twilight Zone.

Solitamente quelli che si lamentano della pochezza degli altri e quindi sono tanto infelici (sapete no, frasi tipo “eh meno male che almeno c’è la musica!”), di solito sono i primi a fare pena nei rapporti con gli altri e hanno una lunga serie di ex più o meno escrementizi.  E anche lì, ma la vogliamo far finita di insultare sti cazzarola di ex o fare i poverini lamentandovi che siete stati solo con delle persone taaaaanto cattive? Cioè ma l’avete scelti voi eh, non è che siamo in India con i matrimoni combinati; se ve li siete scelti ed erano persone di merda… indovinate un po’? E’ COLPA VOSTRA!
Che il mondo sia pieno di persone che non vorrei manco per portiere del palazzo di fronte a quello in cui abitava cinquant’anni fa mia nonna, mi sembra praticamente inevitabile, ma direi che non ci sono obblighi a fidanzarcisi o a metterci su famiglia. Se la selezione fosse un pochino più rigida, magari le persone imparerebbero a comportarsi meglio; ma visto che gli stronzi vanno per la maggiore anche nel campo dei rapporti sentimentali, perché mai dovrebbero correggersi? Vanno benissimo così!
Per cui morale della favola? Fate gli stronzi, che tanto non cambia niente.

-MD

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2 commenti

  1. cacchio mi sembri un tantino semplicistico però… fermo restando che è possibile che qualcuno rientri nel “quadro clinico” da te descritto, mi sembra difficile racchiudere in un unico stereotipo tutte le sintomatologie affettive fallimentari, boh credo che ogni situazione sia a sé insomma… del resto un altro grande ha detto “non vorrei mai far parte di un club che mi accettasse come socio”, forse la vedo allo stesso modo nei rapporti a due, ecco, secondo me la ricetta che funziona è questa: uno da qualcosa che non sa di avere e riceve qualcosa che sa benissimo di ricevere e desidera dall’altro ignaro, ed è appunto per questo l’amore è mistero! 😀


    • Caro fannullone, è chiaro che io tendo a semplificare, ma sai come funziona? Che più si esagera e più ti avvicini alla realtà. Il discorso della fallimentarità negli affetti è piuttosto lungo e non è qui che voglio affrontarlo, anche perché altrimenti incolperei le famiglie e bonanotte. In questo caso, ho solo voluto parlare dell’anelare naturale che ha l’essere umano a qualcosa in più, e ho sottolineato come non si meriti affatto ‘sto qualcosa in più!

      Tranne me, naturalmente. 😀



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