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Il senso dell’umorismo, questo sconosciuto.

giugno 3, 2009

Nei miei venticinque anni e qualcosa di vita, ho sempre perennemente cercato un segno d’intelligenza nelle altre persone. Eh sì, come direbbe qualcuno: “Cercavamo sulla terra della vita intelligente… OPS ABBIAMO SBAGLIATO!”.
Citazioni oscure a parte, il problema principale in questa mia ricerca è che non esiste un segnale univoco d’intelligenza. La cultura da sola non serve a niente, nozionistica o meno; i test dell’IQ dimostrano solo quanto siete bravi a completare le sequenze logico-matematiche; che uno sia in grado di piantare un chiodo dimostra solo la sua probabile discendenza albanese o rumena, e così via.
Quindi, dopo attenta riflessione, ho trovato solo un tratto distintivo che, presentando pochissime eccezioni, potesse davvero indicare la vera intelligenza di una persona, intesa come capacità di riflettere, discutere e adattare il proprio essere umano: il senso dell’umorismo. Sì, perché di persone spiritose e idiote personalmente non ne ho mai conosciute, in compenso di idioti col senso dell’umorismo spinto su per il culo davvero tanti.
Facciamo un esempio al volo? Ma sì, che valgono millemila volte più di tante belle parole. Il test che ho scritto ieri, ve lo ricordate? Eh sta qui sotto… la sua ‘pretesa’ era chiaramente quella di far ridere, e per riuscire nell’intento ho usato più o meno qualsiasi tipo di umorismo: sottile, crasso, citazionistico, assurdo, ecc. Come dire, chiunque con un minimo sense of humour si sarebbe fatto una risata.
E insomma, cosa è successo? Qualcuno è venuto a lamentarsi dicendo ‘eh ma come faccio a rispondere al test? non ti conosco!’. Già, era proprio quello il palese intento, conoscermi e sapere quante volte al giorno mi vedo il famoso film horror anni ’80 Tiramisù la banana col bacio.
Insomma, sono casi come questi che palesemente riflettono la poca intelligenza di una persona e l’incapacità di prendere le cose sul ridere, a meno che qualcuno non glielo indichi chiaramente. Cosa che non ho fatto! Figuratevi se mi metto pure a sottolineare che il test è umoristico, che caspita, dovrebbe essere ovvio!
Comunque, sapete qual è, secondo il mio modesto ma mai errato parere, la più alta forma di humour? Self humour, l’autoironia.
Non c’è intelligenza più fine che quella che riesce a non prendersi sul serio, a ridere dei propri difetti e stranezze (che tutti abbiamo, quindi il materiale è onnipresente) e anche, perché no?, della vita stessa. D’altronde è talmente tragica e piena di eventi di fronte ai quali non possiamo fare niente, che spesso quel ci resta è solo una risata. E’ la cosa più potente del mondo, diceva Roger Rabbit, e, nel suo modo da piccolo coniglio ingenuo, non sbagliava.
Spesso si dice, una risata vi seppellirà. Non mi è mai stato ben chiaro il significato della frase in sè, ma volendo coglierlo in questo contesto, potremmo dire che la risata va oltre il vostro valore come persona, supera i vostri limiti umani, vi rende più elevati. Sì lo so, non è questo chiaramente il significato, anche perché una risata in sè non significa nulla se presa singolarmente, ma i modi di dire son fatti anche per essere riadattati, che diamine!
D’altronde, è uno dei pochissimi sentimenti che, sembra, un animale non sia in grado di provare. Difatti nel mondo animale è universalmente noto che mostrare i denti è simbolo di aggressività; mentre da noi, potremmo quasi dire che è d’intelligenza. Buffo eh?

-MD

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4 commenti

  1. ma lo dicevano in scary movie!!!che tu non hai messo tra le scelte!!!!!!!
    comunque…dopo ponderate riflessioni penso che la tua persona si possa riassumere in un unico punto…tette tette tette…e la mia in questo…culi culi culi…ecco…poi il cazzo io lo metterei a crudo!cotto in forno poi diventa duro!
    comunque…beh…io ultimamente sono sempre più convinta che l’uomo stia nascendo direttamente da fogli bianchi e dal grembo di maria de filippi per cui..chi sa ridere di se e in generale..chi sa ridere della vita…e coglie il lato positivo sicuramente ne esce vincitore…in tutti i casi…vado a casa…che mi aspetta la smerigliatrice sui piedi!(hem…che brutta immagine!)poco serio questo intervento…ma diciamo solo che stavolta quello che volevo direi io lo hai detto tutto tu!


  2. Scary Movie del resto è uno di quei film che fanno ridere i polli… perchè diciamocelo, il buon MDMaster ha omesso di dire che anche la satira (anagramma della parola risata) è “a vari livelli”… un film di Boldi e De Sica difficilmente farà ridere un portatore sano di cervello, idem Sacry Movie 1-2-3-4-5… chi invece scoppia a ridere vedendo un ragazzo ed una ragazza che si tengono per mano, scambiandosi promesse eterne della serie “io, te, le stelle, il cielo, noi, l’amour” mentre magari perpetuano lo struscio in quel di Via del Corso… se scoppia a ridere – dicevamo – E’ A TUTTI GLI EFFETTI un portatore sano di cervello, perchè in realtà l’unica vera risata rivelatrice di intelligenza (sia che si tratti di humor che di self humor) è la “risata amara”…

    … e qui mi ricollego al secondo punto, cara donnola che si firma stregatto… ridere non significa capire il “bello” della vita ed esserne perquindi e perdunque felici ed ottimisti; ridere significa realizzare che come ti metti ti metti è tutta una merda secca fumante.

    Restare pessimisti e dimostrarsi capaci di riderci sopra, nel senso… la vita – e la filosofia della vita stessa – vince sempre, ma almeno non ti rendo la cosa facile…

    Un tizio che piange per la perdita della sorella…

    … tutti a dire “povero cocco di mamma la vita è ingiusta”, solita sagra di moralismi scontati al Piccol

    uno che risponde: “cazzo ti disperi? Mo stanno meglio di te, i morti non piangono, sono i vivi che lo fanno, dovresti festeggià!”

    ecco, se si sa ridere a questo tipo di battuta, TREMENDAMENTE VERA e TERRIBILMENTE CRUDA, allora si è intelligenti… se invece si inizia a dire: “ma cosa dici, vergognati, come ti permetti, villano, mascalzone, bartolini”, e invece si ride con Scary Movie, allora significa che uno ha il QI inferiore alla media femminile e stiamo messi malino

    se un Boldi-DeSica mi mima una sega… beh… qualsiasi donnola è capace di farla e farmi ride…


    • Personalmente preferisco cogliere il lato positivo delle cose, anche quando apparentemente è più difficile da cogliere; anche perché tanto a star lì a pensare continuamente che è tutto brutto e tutto na merda (il che è vero), non porta assolutamente a niente. Tanto vale almeno farcisi sopra na risata, e da qui il collegamento a una risata vi seppellirà e al bisogno di fare umorismo su tutto, cosa su cui son sicuramente d’accordo, vedi il tuo esempio, Alexsixtyfour (non uno di più, non uno di meno?).


  3. Farsi una risata senza però perdere il contatto con la realtà, l’amara realtà, e dunque “amara risata”… io da par mio la vedo così, altrimenti risus abundat in ore stultorum ed infatti i deficienti stanno sempre a ride, ma quella è un altro tipo de risata…



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