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Italia: paese di nani, sfruttatori e porcini

maggio 21, 2009

Oggi mi gira discretamente male, ovviamente non è una novità per nessuno immagino, ma oggi in particolare non sopporto di avere intorno esseri umani di qualsiasi tipo. Voglio un po’ di solitudine, voglio intorno a me avere solo la terra bruciata, il puzzo del nulla, il niente che fa rumore.
Ma vabbè, non son qui per parlare di me e della poca pazienza che porto verso il genere a cui appartengo. Piuttosto devo scrivere a rotta di collo e trovare una soluzione, anche solo temporanea (perché tanto altre non ce ne sono) e fare pace col cervello.
La mancanza di umiltà per me è un peccato mortale, e il trionfio della mediocrità è la tomba in cui questo paese si sta ricoprendo di terra. Ma ci credete, un tempo in qualsiasi campo minimamente artistico regnava l’unicità, la bravura e la follia anche, se vogliamo. Poi col passare degli anni, ci si è adagiati nella incapacità più totale, abbiamo assistito all’apertura dei cancelli a chiunque volesse provare all’intero paese la sua totale mancanza di talento.
E si vede dappertutto questa orrenda tendenza; vogliamo parlare di musica? Beh basti pensare al festival di sanremo, e dico poco, com’era quarant’anni fa e com’è adesso, con i suoi Mark Paper e compagnia brutta e orrenda.
E la letteratura? Cioè, oggi abbiamo un ex comico che scrive romanzi, o colei che infettò il mondo con ‘Va dove ti porta il qulo’ che continua a scrivere.
E la politica? No vabbè… lasciamo stare, come sparare sulla croce rossa.
Perfino io, nella breve età che ho vissuto finora, ho visto i cambiamenti in peggio rispetto anche a dieci anni fa, è un declino incredibile, inarrestabile, ineludibile.
Siamo un paese in via di sottosviluppo. Stamane c’era Mario Giordano (sì, colui che ancora non ha deciso il suo sesso) che parlava in tv di un argomento a me piuttosto caro: gli orrendi strafalcioni che si sentono nelle scuole. Sì ok, c’è sicuramente da ridere, ma a pensarci bene… è orrendamente deprimente che vengano promosse persone del genere. E no, non dò la colpa agli studenti, ché tanto la colpa è sempre delle famiglie e dei professori.
Propongo una castrazione chimica di massa.

-MD

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